Minimi e voucher lavoro

Secondo le regole previste dalla Finanziaria 2008 possono accedere al regime
dei contribuenti minimi soltanto le persone fisiche che esercitano attività di
impresa, arti o professioni che:
 nell’anno solare precedente:
- abbiano conseguito ricavi o abbiano percepito compensi,
-ragguagliati ad anno, non superiori a euro 30.000;
- non abbiano effettuato cessioni all’esportazione e assimilate;
- non abbiano sostenuto spese per lavoratori dipendenti o
collaboratori di cui all’art. 50, c. 1, lett. c) e c bis), D.P.R.
22.12.1986, n. 917 anche assunti a progetto, e non abbiano
erogato somme sotto forma di utili da partecipazione agli
associati di cui all’art. 53, c. 2, lett. c), D.P.R. 917/1986;
- nel triennio precedente non abbiano acquistato beni strumentali
(anche da privati), anche in leasing, per un ammontare complessivo
superiore a euro 15.000.
Non possono accedere al regime dei contribuenti minimi:
 le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’Iva:
- Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del
D.P.R. n. 633 del 1972);
- Vendita sali e tabacchi (art. 74, primo c. del D.P.R. n. 633/72);
- Commercio dei fiammiferi (art. 74, primo c. del D.P.R. n. 633/72);
- Editoria (art. 74, primo c. del D.P.R. n. 633/72);
- Gestione di servizi di telefonia pubblica (art. 74, primo c. del
D.P.R. n. 633/72);
- Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (art. 74,
primo c. del D.P.R. n. 633/72);
- Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata
al D.P.R. n. 640/72 (art. 74, sesto c. del D.P.R. n. 633/72);
- Agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter. del D.P.R. n. 633/72);
- Agriturismo (art. 5, comma 2, della Legge 413/91);
- Vendite a domicilio (art. 25- bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/73);
- Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da
collezione (articolo 36 del D.L. n. 41/95);
- i soggetti che in via esclusiva o prevalente cedono:
- fabbricati o porzioni di fabbricato e di terreni edificabili di cui
all’art. 10, c. 1, n. 8), D.P.R. 633/1972;
- mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53 c. 1, D.L. 30.8.1993, n.
331, conv. con modif. con L. 29.10.1993, n. 427;
 gli imprenditori individuali ed i professionisti che possiedono quote di
partecipazione in:
- società di persone;
- associazioni di cui all’art. 5 D.P.R. 917/1986;
- in S.r.l. che si trovano nel regime di trasparenza fiscale di cui
all’art. 116 D.P.R. 917/1986.
In aggiunta, secondo quanto previsto dall’art. 27 D.L. 98/2011 (conv. con modif.
L. 111/2011), il nuovo regime è riconosciuto a condizione che:
- il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio
dell’attività di cui al comma 1, attività artistica, professionale ovvero
d’impresa, anche in forma associata o familiare;
- l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera
prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di
lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività
precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai
fini dell’esercizio di arti o professioni;
- qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da
altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo
d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio,
non sia superiore a 30.000 euro.
Da quanto sopraesposto è prevista, quindi, la fuoriuscita del regime dei minimi
qualora non sussistano più i requisiti di accesso allo stesso, tra i quali è previsto
il mancato sostenimento di spese per lavoro dipendente. I buoni lavoro
(introdotti dalla Legge 30/2003, e poi disciplinati dal D.Lgs. 276/2003)
rappresentano un sistema di pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio,
di natura meramente occasionale, che non generano redditi complessivamente
superiori a 5mila euro nel corso dell’anno solare. Le prestazioni rese nei
confronti di imprenditori commerciali o professionisti, fermo restando il limite
dei 5mila euro, non possono superare i 2mila euro per ciascun committente. I
buoni lavoro pertanto non configurano un rapporto di lavoro dipendente, bensì
compensi erogati per prestazioni occasionali di tipo accessorio che, come ha
chiarito l’Agenzia, non rilevano ai fini della possibile esclusione dal regime
agevolato (circolare 7/E del 2008, paragrafo 2.13, quesito a).

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